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Miglioramento

Dai il meglio di te – Madre Teresa di Calcutta

Se fai il bene, ti attribuiranno
secondi fini egoistici
non importa, fa’ il bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi,
troverai falsi amici e veri nemici
non importa realizzali.
Il bene che fai verrà domani
dimenticato.
Non importa fa’ il bene
L’onestà e la sincerità ti
rendono vulnerabile
non importa, sii franco
e onesto.
Dà al mondo il meglio di te, e ti
prenderanno a calci.
Non importa, dà il meglio di te

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72 replies on “Dai il meglio di te – Madre Teresa di Calcutta”

molto molto bello……mi fà pensare che per far ben vivere il proprio corpo occorre…..nutrire lo spirito….Grazie…..

molto molto bello……mi fà pensare che per far ben vivere il proprio corpo occorre…..nutrire lo spirito….Grazie…..

Spesso ci sembra che l’asina e l’asino dentro noi, che faticano, sperano, amano, si commuovono, carezzano….. vivano insieme con l’altra bestia, la bestia mascherata, ricorrente nei luoghi comuni del linguaggio.
Si tratta di “nuova convivenza”? sull’asino fece il suo ingresso Gesù. Il viaggio dell’asino, dunque, ci sembra immagine augurale per l’inizio ?? LASCIO A VOI L’IMMAGINAZIONE… C’era quel proverbio latino, “asinus fricat asinum”….Eppure possono portare carichi pesantissimi costeggiando i dirupi, non cadono giù e non soffrono di vertigini; se esistono posti al mondo dove cascano gli asini, e non esistono… Essi erano la ricchezza principale dei patriarchi, Abramo, Mosè, si quella gente lì.
Si trovano dentro il Vecchio e il Nuovo Testamento. Ha fatto compagnia a diversi profeti e ha riscaldato quel Bambino freddoloso nella grotta, insieme al bue; suo padre, Giuseppe, un giorno fuggirono in Egitto con la famiglia, e dove caricò i bagagli, la moglie, il figlio piccolo? Sopra la sua groppa, li caricò, e li portò in salvi fino in Egitto.
Non conosco bene la storia…. un giorno non ci fu più pericolo e l’asino li ricondusse tutti a casa, nella vecchia Palestina. Quel Bambino, da grande, divenne predicatore, si mise ad annunciare una cosa chiamata Buona Novella, fece l’ingresso messianico a Gerusalemme, e chi c’era con lui? Quel matto di asino.. Gesù entrò a Gerusalemme cavalcando un asino.
Poteva scegliere un cavallo coperto di finimenti eleganti, e invece scelse un asino: oh, quanto stupore che il Figlio di Dio scegliendo un asino l’animale più disprezzato, per entrare a Gerusalemme.
Sono millenni che ci si arrovellano: ogni volta studiano a fondo, si chiedono se era asino maschio o asino femmina.
Se l’asino era femmina la cosa si faceva più fine, la femmina nella sua specie è simbolo di povertà, umiltà, dolcezza, sottomissione. Come Gesù vittima perfetta ai piedi del tabernacolo di penitenza.
Potremmo leggere libri e libri, fare discorsi su discorsi ma l’arte, la conoscenza. rimane sempre il mezzo migliore per rappresentare cosa realmente siamo.

Spesso ci sembra che l’asina e l’asino dentro noi, che faticano, sperano, amano, si commuovono, carezzano….. vivano insieme con l’altra bestia, la bestia mascherata, ricorrente nei luoghi comuni del linguaggio.
Si tratta di “nuova convivenza”? sull’asino fece il suo ingresso Gesù. Il viaggio dell’asino, dunque, ci sembra immagine augurale per l’inizio ?? LASCIO A VOI L’IMMAGINAZIONE… C’era quel proverbio latino, “asinus fricat asinum”….Eppure possono portare carichi pesantissimi costeggiando i dirupi, non cadono giù e non soffrono di vertigini; se esistono posti al mondo dove cascano gli asini, e non esistono… Essi erano la ricchezza principale dei patriarchi, Abramo, Mosè, si quella gente lì.
Si trovano dentro il Vecchio e il Nuovo Testamento. Ha fatto compagnia a diversi profeti e ha riscaldato quel Bambino freddoloso nella grotta, insieme al bue; suo padre, Giuseppe, un giorno fuggirono in Egitto con la famiglia, e dove caricò i bagagli, la moglie, il figlio piccolo? Sopra la sua groppa, li caricò, e li portò in salvi fino in Egitto.
Non conosco bene la storia…. un giorno non ci fu più pericolo e l’asino li ricondusse tutti a casa, nella vecchia Palestina. Quel Bambino, da grande, divenne predicatore, si mise ad annunciare una cosa chiamata Buona Novella, fece l’ingresso messianico a Gerusalemme, e chi c’era con lui? Quel matto di asino.. Gesù entrò a Gerusalemme cavalcando un asino.
Poteva scegliere un cavallo coperto di finimenti eleganti, e invece scelse un asino: oh, quanto stupore che il Figlio di Dio scegliendo un asino l’animale più disprezzato, per entrare a Gerusalemme.
Sono millenni che ci si arrovellano: ogni volta studiano a fondo, si chiedono se era asino maschio o asino femmina.
Se l’asino era femmina la cosa si faceva più fine, la femmina nella sua specie è simbolo di povertà, umiltà, dolcezza, sottomissione. Come Gesù vittima perfetta ai piedi del tabernacolo di penitenza.
Potremmo leggere libri e libri, fare discorsi su discorsi ma l’arte, la conoscenza. rimane sempre il mezzo migliore per rappresentare cosa realmente siamo.

Preghiera per Melissa Bassi Un altro angelo strappato alla vita…
Quando un Angelo ci lascia, quando non è più qui e non possiamo più toccarla, o sentire la sua voce… sembra scomparsa per sempre. Ma un affetto sincero non morirà mai. Il ricordo di Melissa vivrà per sempre nei nostri cuori: più forte di qualsiasi abbraccio, più importante di qualsiasi parola..
In queste occasioni non si sa mai cosa dire… Qualsiasi parola appare vuota di senso di fronte ad un dolore così grande….. Le nostre lacrime sono piccole gocce d’amore, Un Angelo è volato in cielo, un modo per dire che vorremmo che fosse ancora qui con noi, il nostro modo per urlare al mondo intero… che non La dimenticheremo mai.
Nessuno muore su questa terra finchè vive nel cuore di chi resta….E’ nel momento del dolore che la Fede in Dio ci rende più forti…..A noi che restiamo, il compito di rendere vivo il Suo ricordo nelle nostre preghiere…..ll ricordo di Melissa vivrà ogni giorno nei nostri cuori, la Sua anima ci sarà sempre accanto e ci renderà più vicini a Dio….La vita terrena non è altro che un passaggio per poter accedere alla Luce Eterna..
Ciao Melissa!!! Dal Paradiso prega per noi che viviamo in questa desolata valle di lacrime.. dove regna sovrano il dolore e la disperazione , in un marasma che nn ha mai fine.
By Candido Autero Napoli Italia.

Preghiera per Melissa Bassi Un altro angelo strappato alla vita…
Quando un Angelo ci lascia, quando non è più qui e non possiamo più toccarla, o sentire la sua voce… sembra scomparsa per sempre. Ma un affetto sincero non morirà mai. Il ricordo di Melissa vivrà per sempre nei nostri cuori: più forte di qualsiasi abbraccio, più importante di qualsiasi parola..
In queste occasioni non si sa mai cosa dire… Qualsiasi parola appare vuota di senso di fronte ad un dolore così grande….. Le nostre lacrime sono piccole gocce d’amore, Un Angelo è volato in cielo, un modo per dire che vorremmo che fosse ancora qui con noi, il nostro modo per urlare al mondo intero… che non La dimenticheremo mai.
Nessuno muore su questa terra finchè vive nel cuore di chi resta….E’ nel momento del dolore che la Fede in Dio ci rende più forti…..A noi che restiamo, il compito di rendere vivo il Suo ricordo nelle nostre preghiere…..ll ricordo di Melissa vivrà ogni giorno nei nostri cuori, la Sua anima ci sarà sempre accanto e ci renderà più vicini a Dio….La vita terrena non è altro che un passaggio per poter accedere alla Luce Eterna..
Ciao Melissa!!! Dal Paradiso prega per noi che viviamo in questa desolata valle di lacrime.. dove regna sovrano il dolore e la disperazione , in un marasma che nn ha mai fine.
By Candido Autero Napoli Italia.

Tra pochi giorni sarà Natale. Da anni ormai non riesco più a percepirne l’atmosfera. E mi chiedo insistentemente se l’ho mai percepito…
Andando indietro nel tempo mi rivedo bambino impaziente di andare in montagna con gli zii avendo il papà perso che ero molto piccolo.Un giorno prima si faceva una attenta analisi geografica per cercare le zone più umide e li si andava a raccogliere il muschio per costruire il presepe. E’ uno dei ricordi più belli che ho della mia infanzia. Allestivo un presepe che di anno in anno diventava più grande e si arricchiva di personaggi che si fondevano in armonia fra di loro: il fiume fatto di vetri macinati il ponticello di sughero che serviva per attraversarlo, il sentiero tracciato con lo sterco di cavallo essiccato, il pozzo, la stalla con la culla che era la mangiatoia, il laghetto fatto sempre con vetro macinato,li si realizzava la scenografia di betlemme… I vari personaggi di terracotta interagivano fra di loro e io che mi immergevo con la mia fantasia in una suggestione che diventava realtà. La vecchietta che mungeva la vacca, il bambino alla fontana, il pescatore che vendeva i pesci, i re Magi partendo dalla cima della montagna più alta si andavano avvicinando giorno dopo giorno guidati dalla stella che brillava sulla grotta… E a mezzanotte del 24 Dicembre mio zio deponeva Gesù bambino nella mangiatoia.
Oggi purtroppo questi sacri valori li ho abbandonati perché il Presepe è troppo impegnativo: le mie due figlie allestiscono l’albero sintetico e il presepe e soltanto un vago e lontano nostalgico ricordo, siamo troppo assillati dalla tecnologia, facciamo tutto in fretta e furia e il nostro cuore di carne si è trasformato in pietra e la magica atmosfera del Natale è diventata un fatto consumistico occidentale in larga scala.
Se vado indietro negli anni, ricordo un Natale veramente felice,lo si aspettava con ansia un mese prima, agli inizi di Dicembre dai monti scendevano i pastori con le cornamuse, si udivano dolcissime note vibrate dai loro suoni di cornamuse nell’incanto della novena tradizionale dedicata a Gesù Bambino. Sarà che proprio durante i periodi di festa, che dovrebbero essere per definizione più sereni, avvertiamo con più prepotenza i nostri problemi, le nostre malinconie, i nostri disagi. Sarà che siamo sempre insoddisfatti e non riusciamo a godere di quello che abbiamo…
Sarà che abbiamo perso il senso del Natale e il nostro cuore si è trasformato in pietra. By Candido Autero /// alias caravaggggio. Pittore artistico Napoli ( Italy )

Tra pochi giorni sarà Natale. Da anni ormai non riesco più a percepirne l’atmosfera. E mi chiedo insistentemente se l’ho mai percepito…
Andando indietro nel tempo mi rivedo bambino impaziente di andare in montagna con gli zii avendo il papà perso che ero molto piccolo.Un giorno prima si faceva una attenta analisi geografica per cercare le zone più umide e li si andava a raccogliere il muschio per costruire il presepe. E’ uno dei ricordi più belli che ho della mia infanzia. Allestivo un presepe che di anno in anno diventava più grande e si arricchiva di personaggi che si fondevano in armonia fra di loro: il fiume fatto di vetri macinati il ponticello di sughero che serviva per attraversarlo, il sentiero tracciato con lo sterco di cavallo essiccato, il pozzo, la stalla con la culla che era la mangiatoia, il laghetto fatto sempre con vetro macinato,li si realizzava la scenografia di betlemme… I vari personaggi di terracotta interagivano fra di loro e io che mi immergevo con la mia fantasia in una suggestione che diventava realtà. La vecchietta che mungeva la vacca, il bambino alla fontana, il pescatore che vendeva i pesci, i re Magi partendo dalla cima della montagna più alta si andavano avvicinando giorno dopo giorno guidati dalla stella che brillava sulla grotta… E a mezzanotte del 24 Dicembre mio zio deponeva Gesù bambino nella mangiatoia.
Oggi purtroppo questi sacri valori li ho abbandonati perché il Presepe è troppo impegnativo: le mie due figlie allestiscono l’albero sintetico e il presepe e soltanto un vago e lontano nostalgico ricordo, siamo troppo assillati dalla tecnologia, facciamo tutto in fretta e furia e il nostro cuore di carne si è trasformato in pietra e la magica atmosfera del Natale è diventata un fatto consumistico occidentale in larga scala.
Se vado indietro negli anni, ricordo un Natale veramente felice,lo si aspettava con ansia un mese prima, agli inizi di Dicembre dai monti scendevano i pastori con le cornamuse, si udivano dolcissime note vibrate dai loro suoni di cornamuse nell’incanto della novena tradizionale dedicata a Gesù Bambino. Sarà che proprio durante i periodi di festa, che dovrebbero essere per definizione più sereni, avvertiamo con più prepotenza i nostri problemi, le nostre malinconie, i nostri disagi. Sarà che siamo sempre insoddisfatti e non riusciamo a godere di quello che abbiamo…
Sarà che abbiamo perso il senso del Natale e il nostro cuore si è trasformato in pietra. By Candido Autero /// alias caravaggggio. Pittore artistico Napoli ( Italy )

IL CRISTO HA SEMPRE ALBERGATO NELLA MIA CASA. EGLI VIVE CON ME DA QUANDO E’ COMINCIATA LA MIA UMILE E CALPESTATA ESISTENZA TERRENA. ABBIAMO CONDIVISO SOFFERENZE DI VIOLENZE FISICHE E SPIRTUALI , DELUSIONI E OFFESE. LA NOSTRA AMICIZIA DURERA’FINO AL TRAPASSO DA QUESTA DESOLATA VALLE DI LACRIME AL TRIBUNALE CELESTE, LADDOVE L’UMANO SI LIBERA PER SEMPRE DEI DOLORI E VIOLENZE SUBITE. CON LA REMOTA SPERANZA DI DIVENTARE LUCE NELLA LUCE.ByCandido Autero // alias caravaggggio. Pittore artistico Napoli ( Italy)

IL CRISTO HA SEMPRE ALBERGATO NELLA MIA CASA. EGLI VIVE CON ME DA QUANDO E’ COMINCIATA LA MIA UMILE E CALPESTATA ESISTENZA TERRENA. ABBIAMO CONDIVISO SOFFERENZE DI VIOLENZE FISICHE E SPIRTUALI , DELUSIONI E OFFESE. LA NOSTRA AMICIZIA DURERA’FINO AL TRAPASSO DA QUESTA DESOLATA VALLE DI LACRIME AL TRIBUNALE CELESTE, LADDOVE L’UMANO SI LIBERA PER SEMPRE DEI DOLORI E VIOLENZE SUBITE. CON LA REMOTA SPERANZA DI DIVENTARE LUCE NELLA LUCE.ByCandido Autero // alias caravaggggio. Pittore artistico Napoli ( Italy)

LA STORIA DI ALESSANDRA …. RACCONTO REALMENTE ACCADUTO.. BY CANDIDO AUTERO // ALIAS CARAVAGGGGIO.
Anni fa , avevo una carissima
>> amica si chiamava Alessandra… frequentavamo la stessa scuola, avevamo
>> condiviso l’infanzia, sogni,. tenerezze e fantasie fatte di brindisi con
>> bicchieri colmi d’acqua. Alessandra era bellissima come una Madonna, e io
>> ne ero follemente catturato, vivevo solo per lei, ci scrivevamo lettere e
>> letterine nutrendomi della sua dolcezza in una luce ricca d’amore
>> innocente. UN GIORNO USCITI DALLA SCUOLA… Infame ed infausto destino…
>> proprio davanti casa sua un’auto uscì fuori strada e la investì in pieno
>> uccidendola sul colpo. Lei non si accorse nemmeno di morire… Dio aveva
>> bisogno di un angelo e me la portò via… solo Dio sa quante lacrime ho
>> versato !! Ancora oggi a distanza di tanti anni quando penso a lei mi
>> vien da piangere… ricordo perfino il colore del suo vestito che indossava quel giorno… ma ormai
>> non ho più lacrime da versare. Dio ci mette alla prova continuamente fino
>> all’ultimo istante della nostra misera esistenza terrena. Bisogna farsi
>> coraggio e tirare avanti trascinando un fardello che diventa sempre più
>> pesante come la croce di Cristo che è il vertice di tutte le sofferenze
>> dell’umanità. In questo marasma eterno e desolato. A qualsiasi costo
>> dobbiamo cercare di essere felici. By Candido Autero // alias caravaggggio. Pittore artistico Napoli Italy. >>

LA STORIA DI ALESSANDRA …. RACCONTO REALMENTE ACCADUTO.. BY CANDIDO AUTERO // ALIAS CARAVAGGGGIO.
Anni fa , avevo una carissima
>> amica si chiamava Alessandra… frequentavamo la stessa scuola, avevamo
>> condiviso l’infanzia, sogni,. tenerezze e fantasie fatte di brindisi con
>> bicchieri colmi d’acqua. Alessandra era bellissima come una Madonna, e io
>> ne ero follemente catturato, vivevo solo per lei, ci scrivevamo lettere e
>> letterine nutrendomi della sua dolcezza in una luce ricca d’amore
>> innocente. UN GIORNO USCITI DALLA SCUOLA… Infame ed infausto destino…
>> proprio davanti casa sua un’auto uscì fuori strada e la investì in pieno
>> uccidendola sul colpo. Lei non si accorse nemmeno di morire… Dio aveva
>> bisogno di un angelo e me la portò via… solo Dio sa quante lacrime ho
>> versato !! Ancora oggi a distanza di tanti anni quando penso a lei mi
>> vien da piangere… ricordo perfino il colore del suo vestito che indossava quel giorno… ma ormai
>> non ho più lacrime da versare. Dio ci mette alla prova continuamente fino
>> all’ultimo istante della nostra misera esistenza terrena. Bisogna farsi
>> coraggio e tirare avanti trascinando un fardello che diventa sempre più
>> pesante come la croce di Cristo che è il vertice di tutte le sofferenze
>> dell’umanità. In questo marasma eterno e desolato. A qualsiasi costo
>> dobbiamo cercare di essere felici. By Candido Autero // alias caravaggggio. Pittore artistico Napoli Italy. >>

Il tunnel della speranza, dedica a Madre Teresa
Per non chiudere gli occhi per ciò che è diventata la nostra vita, vorremmo uscire dal tunnel in cui ci siamo cacciati, ma… non ne abbiamo ne la forza ne la volontà, perché ci sentiamo soli e isolati.
Abbiamo perso il senso della nostra appartenenza fino a chiuderci in un piccolo e insignificante angolo.
Per cambiare la nostra vita,e far si che ritorni la speranza,dobbiamo acquisire nuova consapevolezza.
L’unica possibilità che ci rimane per cambiare la nostra esistenza è renderla nuovamente degna di essere vissuta.
Il tunnel della speranza. By Candido Autero // alias caravaggggio.Pittore artistico Napoli (Italy)

Il tunnel della speranza, dedica a Madre Teresa
Per non chiudere gli occhi per ciò che è diventata la nostra vita, vorremmo uscire dal tunnel in cui ci siamo cacciati, ma… non ne abbiamo ne la forza ne la volontà, perché ci sentiamo soli e isolati.
Abbiamo perso il senso della nostra appartenenza fino a chiuderci in un piccolo e insignificante angolo.
Per cambiare la nostra vita,e far si che ritorni la speranza,dobbiamo acquisire nuova consapevolezza.
L’unica possibilità che ci rimane per cambiare la nostra esistenza è renderla nuovamente degna di essere vissuta.
Il tunnel della speranza. By Candido Autero // alias caravaggggio.Pittore artistico Napoli (Italy)

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