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Il tuo cuore lo porto con me – poesia di Edward Cummings

Il tuo cuore lo porto con me

Il tuo cuore lo porto con me.
Lo porto nel mio
Non me ne divido mai.
Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
qualsiasi cosa sia fatta da me,
la fai anche tu, mia cara.
Non temo il fato
perché il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perché il mio,
il più bello, il più vero sei tu.
tu sei quel che luna sempre fu
e quel che un sole sempre canterà sei tu
Questo è il nostro segreto profondo
radice di tutte le radici
germoglio di tutti i germogli
e cielo dei cieli
di un albero chiamato vita,
che cresce più alto
di quanto l’anima spera,
e la mente nasconde.,
Questa è la meraviglia che le stelle separa.
Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio.

Edward Estlin (E. E.) Cummings

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Il ciclo della vita. In pochi secondi un fiume di emozioni

Gli Attraction, un gruppo di ballerini ungheresi, ha creato questa rappresentazione.

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O mio babbino caro… cantata da una bimba di 9 anni!

O mio babbino caro è un’aria dell’opera Gianni Schicchi (1918) di Giacomo Puccini, su libretto di Giovacchino Forzano. La canta il personaggio di Lauretta, rivolgendosi al padre Gianni Schicchi, quando lo scontro tra questi e la famiglia Donati giunge a un punto tale da mettere a rischio la sua storia d’amore con Rinuccio Donati.

La prima soprano a cantarla è stata Florence Easton. Altri grandi soprani a cantarla sono stati Maria Callas, Grace Moore, Licia Albanese, Roberta Peters, Renata Scotto, Teresa Stratas, Mirusia Louwerse ed Eileen Farrell.

Libretto

O mio babbino caro,
Mi piace è bello, bello;
Vo’ andare in Porta Rossa
a comperar l’anello!
Sì, sì, ci voglio andare!
E se l’amassi indarno,
andrei sul Ponte Vecchio,
ma per buttarmi in Arno!
Mi struggo e mi tormento!
O Dio, vorrei morir!
Babbo, pietà, pietà!…
Babbo, pietà, pietà

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I sogni del cuore in una poesia indiana

Non Mi Interessa

Non mi interessa cosa fai per vivere, voglio sapere per cosa sospiri

e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore.

Non mi interessa quanti anni hai, voglio sapere se ancora vuoi rischiare

di sembrare stupido per l’amore, per i sogni, per l’avventura di essere vivo.

Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna, voglio sapere se hai toccato

il centro del tuo dolore, se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita

o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.

Voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio o il tuo;

se puoi ballare pazzamente e lasciare l’estasi riempirti fino

alla punta delle dita senza prevenirti di cautela, di essere realisti,

o di ricordarci le limitazioni degli esseri umani.

Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera.

Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso,

se puoi subire l’accusa di un tradimento e non tradire la tua anima.

Voglio sapere se sei fedele e quindi hai fiducia.

Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni.

Se sei capace di far sorgere la tua vita con la tua sola presenza.

Voglio sapere se puoi vivere con il fracasso, tuo o mio e continuare a gridare

all’argento di una luna piena: SI!

Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai,

mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste o spaccato in due,

e fare quel che si deve fare per i bambini.

Non mi interessa chi sei, o come hai fatto per arrivare qui,

voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me e non retrocedere.

Non voglio sapere cosa hai studiato, o con chi o dove,

voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto non l’ha fatto.

Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso,

e se veramente ti piace la compagnia che hai… nei momenti vuoti.

Scritto da un’indiana della tribù degli Oriah – 1890

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Devi trattarla bene – Angelo Branduardi

Devi trattarla bene,
dl te si fida.
Lei sempre ha avuto pane
per la tua fame,
nei giorni del dolore
lei ti ha voluto bene,
quando ti ha visto triste
ti è rimasta accanto.
Devi trattarla bene,
esserle amico.
Lei sempre ha avuto pane
per la tua fame,
nel freddo dell’inverno
lei ti ha tenuto caldo,
quando ti ha visto stanco
con te ha camminato.
Devi trattarla bene,
di te si fida.
Lei sempre ha avuto pane
per la tua fame,
lei che con te ha diviso
la gioia e il pianto,
quando ti ha visto solo
lei ti ha parlato.
Devi trattarla bene,
esserle amico
Quando la vedi triste
parlale piano
e quando viene notte
proteggila dal male,
ridi della sua gioia,
consolala se piange.

Devi trattarla bene – Angelo Branduardi: http://youtu.be/bBHT0PkSzxM