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psicologia motivazionale

Ritratto della mia bambina – Saba

La mia bambina con la palla in mano,
con gli occhi grandi colore del cielo
e dell’estiva vesticciola: « Babbo
– mi disse – voglio uscire oggi con te ».
Ed io pensavo: Di tante parvenza
che s’ammirano al mondo, io ben so a quali
posso la mia bambina assomigliare.
Certo alla schiuma, alla marina schiuma
che sull’onde biancheggia, a quella scia
ch’esce azzurra dai tetti e il vento sperde;
anche alle nubi, insensibili nubi
che si fanno e disfanno in chiaro cielo;
e ad altre cose leggere e vaganti.

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Non mi fate, alle nozze di menti sincere… – Shakespeare

Non mi fate, alle nozze di menti sincere
mettere ostacoli. L’amore non è l’amore
che cambia quando trova cambiamenti,
o tende ad allontanarsi quando l’altro si allontana:
oh no; è un punto sempre fisso,
che vede tempeste ma non ne è mai scosso;
[…] l’amore non cambia con le sue brevi ore e settiamane,
ma gli resiste fino all’orlo del giudizio.
se questo non è vero, e ciò si prova contro di me,
io non ho mai scritto, nè mai nessun uomo ha amato.
Shakespeare

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Da: – Il Giardiniere – Tagore

Il mio cuore,

uccello del deserto,

ha trovato il suo cielo nei tuoi occhi.

Essi sono la culla

del mattino, essi sono

il regno delle stelle.

I miei canti si

perdono nella loro profondità.

Lascia che io spazi

in quel cielo,

nella sua solitaria

immensità.

Lascia che io squarci

le sue nuvole

e stenda le ali

al suo sole.






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o bella, ciao! – Anonimo

Una mattina mi son svegliato,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
ed ho trovato l’invasor.
O partigiano, portami via,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.
E se io muoio da partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.
E seppellire lassù in montagna,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E seppellire lassù in montagna
sotto l’ombra di un bel fior.
E le genti che passeranno
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E le genti che passeranno
Mi diranno «Che bel fior!»
«È questo il fiore del partigiano»,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
«È questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!»
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Sonetto XVII ~ Pablo Neruda ~

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.
T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.