Umana follia – giornata della memoria

Umana follia

“Per non fulminarmi
contavo con gli occhi
le spire appuntite,
mio padre quel filo spinato
lo usava nei campi
e per il recinto degli animali.

E’ stato un viaggio stancante,
mia madre mi teneva per mano,
guardavo un po’ da una tavola marcia
l’aria fresca da dove veniva.
Avevo tanta fame, ho sempre fame.
Quel tozzo di pane e di casa lo sogno.

Mi ero fatto un amico bambino,
ma lui era più grande,
forse per questo non viene più a trovarmi.
Mi hanno detto che ora lavora
dove c’è quel fumo grigio che sale a Dio
e non può più giocare con me.

Ho scritto grande sul fango il mio nome,
per fare vedere a Dio dove sono,
ma lo ha visto prima un uomo sulla torre.
Ho il viso sporco di fango
nel grembiule di mia mamma rosso.
“Portami a casa, mamma. Ho freddo e fame.”

© Domenico Antonio Matalone – DAM © 2018 – Copyright Tutti i diritti riservati L. 633/1941

https://www.youtube.com/watch?v=U2TpyvkdLus


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4 Risposte a “Umana follia – giornata della memoria”

  1. È la prima volta ,credo ,che ti cimenti con un tema così complesso e lo fai con la disarmante semplicità di chi le emozioni non le racconta ,ma le vive e le fa vivere,scritte sulla pelle e lette con il cuore che dopo non puo’ essere più lo stesso.

  2. Davvero toccante.
    “Ho scritto grande sul fango il mio nome,
    per fare vedere a Dio dove sono,
    ma lo ha visto prima un uomo sulla torre.”
    Già….. Dove si tratta di cattiveria arriva sempre prima l’ occhio umano che quello di Dio, il solo che potrebbe fare miracoli contro le follie umane.

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