Terapia antiacida contro i tumori

Investi un’ora del tuo tempo se vuoi capire meglio cosa si cela dietro questo nuovo filone di ricerca nella prevenzione e cura dei tumori.

Dott. Stefano Fais Medico, specialista in Malattie dell’apparato digerente, è Direttore del Reparto Farmaci Anti-Tumorali dell’Istituto Superiore di Sanità Stafano Fais si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1981. Per circa 15 anni ha condiviso l’attività di medico con l’attività di ricerca e nel 1994 ha deciso di dedicarsi completamente ad essa. È attualmente Direttore del Reparto Farmaci Anti-Tumorali dell’Istituto Superiore di Sanità. È autore di più di 200 fra lavori scientifici, monografie e libri ed è inventore di 10 brevetti. “Una nuova visione per prevenire e curare i tumori” L’interesse del mio gruppo nel prendere in considerazione un approccio alternativo per prevenire o curare i tumori è iniziato dall’evidenza che i tumori sono acidi e che l’acidità extracellulare dei tumori è un meccanismo che da una parte porta ad una pressione selettiva internamente alla massa tumorale, dall’altra isola i tumori dall’organismo e purtroppo da qualsiasi terapia basata su farmaci chimici. Pressione selettiva significa che l’acidità diventa il principale sistema di condizionamento di un processo microevoluzionistico, attraverso il quale di fatto non vengono indotti cambiamenti né fenotipici né genomici nelle cellule, ma una progressiva selezione di cellule che sono più adatte delle altre a vivere in un ambiente estremamente ostile; nel quale lo scopo principale è la sopravvivenza e non la organizzazione di un tessuto funzionale. E’ evidente quindi che a sopravvivere in un ambiente acido, ipossico e con scarso apporto di sangue e sostanze nutritizie saranno quelle cellule del nostro corredo che hanno caratteristiche adatte a questa terribile condizione. Questo concetto richiama le ipotesi di Darwin sulla selezione naturale; cioè sopravvive il più adatto e non necessariamente il più forte od il più organizzato; ma quali sono le cellule che nel nostro corpo possono avere queste caratteristiche? Le cellule embrionali, che come si sa da tempo sono molto più simili a microorganismi unicellulari che alle cellule che normalmente popolano il nostro organismo. Il mio gruppo ha cominciato ad affrontare questo problema testando l’effetto degli inibitori delle pompe protoniche (PPI) (e.g. omeprazolo, esomeprazolo, lanzoprazolo, rabeprazolo), comunemente usati nel trattamento dell’ulcera gastrica e duodenale. La incredibile concentrazione di H+ nell’ambiente extracellulare inibisce l’ingresso nella cellula tumorale della maggior parte dei farmaci antitumorali ( per lo più basi deboli), e di fatto inibendo la reazione immunitaria. E’ verosimile inoltre che l’acidità tumorale possa interferire con la funzione di tutti i mediatori solubili con potenziale effetto antitumorale. Nostri lavori hanno dimostrato che i PPI sono in grado sia di aumentare la risposta dei tumori ai chemioterapici, sia di inibire la crescita tumorale in vitro ed in vivo. Esperimenti preliminari hanno dimostrato che il trattamento in vivo con esomeprazolo può indurre un aumento del pH del tessuto tumorale, raggiungendo valori comparabili a quelli di un tessuto sano. I dati pre-clinici suggeriscono inoltre che il blocco delle pompe protoniche possa interferire con l’omeostasi delle cellule tumorali, tanto da indurne la morte per stop delle funzioni metaboliche. L’effetto citotossico dei PPI è risultato tumore-specifico, in quanto cellule e tessuti normali (tranne lo stomaco) non possiedono un ambiente sufficientemente acido da attivare i PPI. Abbiamo infatti dimostrato preliminarmente che l’effetto citotossico dei PPI aumenta con il diminuire del pH e che la somministrazione di PPI riduce in vivo l’acidità dei tessuti tumorali. Sulla base di questi risultati pre-clinici sono stati eseguiti e pubblicati alcuni studi clinici che hanno dimostrato che i PPI intanto migliorano l’effetto dei chemoterapici. Gli studi stanno continuando anche con l’uso di potenti tamponi che hanno dimostrato una sorprendente efficacia nel prevenire o controllare la crescita tumorale. Ancor più di recente si sta studiando l’implementazione di tamponi con potenti antiossidanti.

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