Le candele – Costantinos Kavafis

Le candele – Costantinos Kavafis
Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese,
dorate, calde e vivide.
Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte, e storte.
Non le voglio vedere: m’accora il loro aspetto,
la memoria m’accora del loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.
Non mi voglio voltare, ch’io non scorga, in un brivido,
come s’allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.

0 Risposte a “Le candele – Costantinos Kavafis”

  1. Bella e molto riflessiva questa la mia riflessione:
    Costantinos Kavafis parla di giorni passati come spenti (inutili) no come giorni accesi e consumati in todo nel miglior modo e fiero di vederli, e vede le candele accese come giorni futuri, qualcosa che si consuma priam ancora di toccarle belle dorate splendenti, ma dopo ogni candale passata spenta, sarebbe bello vedere al contrario la fila di candele passate splendite e di una luce e quelle future fredde e spente per essere accese con la voglia di consumarle e lasciare tutto il calore che le candele spente possano dare:) mia rifflessione

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