Il maestro

Il maestro

Sono sempre stato indeciso nel considerare l’importanza di un maestro nella mia vita. Non per la presunzione di pensare che non ci potessero essere altri uomini capaci di indicarmi un percorso di crescita efficace ma per il fatto che quello che io cerco non può essere stato esplorato da un altro essere vivente.

Ogni persona diventa ogni giorno una persona nuova in base alle esperienze che accumula e, se é pur vero che ogni adulto vede fare al bambino quello che lui ha già imparato, arriva un momento nella ricerca in cui non ci possono essere insegnanti che hanno un modello per la nostra esperienza di realtà specifica.

La persona saggia può cercare negli altri individui i percorsi che ella vorrebbe compiere.

Se voglio imparare a meditare, meglio frequentare chi ha iniziato questa pratica molti anni prima. Se voglio essere felice meglio studiare chi di felicità splende e non riesce a dissimularla.

Ogni persona, però, deve essere fortemente consapevole che la vita è il vero maestro. Quando abbandoniamo la deresponsabilizzazione che deriva dall’affidare ad un altro essere la definizione di chi siamo, la nostra formazione, solo allora siamo pronti per scoprire la nostra unicità e costruire una connessione con il mondo non mediata da teorie che non possono contemplare la nostra unicità.

Le guide sono molto importanti ed è bene sceglierle di qualità ma se camminiamo solo nelle orme degli altri non lasceremo mai la nostra impronta nel mondo e, soprattutto, non vivremo la nostra vita.

Il vero maestro, quando é tale, lo é per un breve periodo, trascorso il quale diventa un compagno di viaggio che può rimanere al nostro fianco ma che non può aiutarci più nel nostro cammino. Sarà come uno sherpa che spiega al novellino le insidie della montagna ma poi sta a lui decidere quando e dove voler scalare in solitaria la sua vetta personale.

E arriva per tutti un momento, meglio anticiparlo nella nostra mente, che nessuno potrà darci indicazioni utili su come proseguire. Quel giorno, se siamo fortunati, avremo acuito i nostri sensi a tal punto da non cercare più alcuna guida esterna e ci concentreremo per ascoltare i segnali della vita e provare a costruire la nostra personale mappa della realtà per escluderne le insidie e per goderne il meraviglioso spettacolo.

Se saremo fortunati e preparati sapremo esattamente cosa fare e ci affideremo al nostro intuito. Pronti a vivere l’esperienza più importante della nostra vita. Esperienza che non può avere maestri e che ci renderà, per la prima volta, parte di un universo senza confini e con la consapevolezza di essere noi stessi.

Kaizen Kiko

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