I 3 cervelli: da Aristotele alle neuroscienze

Se non conosci ancora la teoria dei tre cervelli potresti partire da questi video. la teoria dei tre cervelli è sviluppata da Paul Mclean ti aiuterà a capire molto meglio cosa succede nella tua vita e nella vita della tua società.

Pochi sanno ad esempio che gli spin doctor dei politici utilizzano questa tecnica per incutere paura e donare senso di appartenenza ai propri elettori.

Non potrai più ascoltare un discorso politico in maniera ingenua dopo che avrai scoperto e approfondito questa teoria.

Potrai anche capire meglio tutto il panico per il Coronavirus e come diffondere l’antidoto verso le paure irrazionali.

Con la corteccia cerebrale possiamo frenare molto ma sicuramente non tutto quello che succede e le risposte irrazionali saranno sempre presenti in una società civile.

Potrai capire meglio i fenomeni di femminicidio e perché occorre studiare il senso di perdita che deriva dalla chiusura di una relazione.

Dallo studio dei tre cervelli può derivare anche la salvezza del nostro pianeta visto che occorre una centralità della ragione nel mettere in atto politiche di difesa del pianeta terra.

Buona visione

E ancora

E ancora

Diventa amico dei tuoi 3 cervelli.

La teoria del “cervello trino” (trium brain o cervello tripartito) è stata ideata dal neuroscienziato, nel 1962, con lo scopo di descrivere le funzioni evolutive dell’encefalo. Queste tre zone, secondo Paul D. MacLean rispecchiano le fasi di evoluzione dei vertebrati; infatti esse corrispondono al cervello dei rettili o complesso R (tronco encefalico), quello dei mammiferi antichi o primitivi (paleo-encefalo) e quello dei mammiferi recenti o evoluti (neocorteccia).
Paul Donald MacLean ha suddiviso il cervello in tre sezioni:

cervello rettiliano, chiamato così perché simile per anatomia e funzioni al cervello dei rettili: rappresenta la parte più antica del cervello, infatti risale a 500 milioni di anni fa,[3] e oltre alla regolazione delle attività riflesse, contiene funzioni istintive necessarie per la sopravvivenza, come la scelta e la difesa del territorio, ma anche altre forme quali la lotta, la fuga, l’appagamento dei bisogni fisiologici e il comportamento sessuale. Questa parte è costituita dal midollo spinale,il tronco encefalico,il talamo,i nuclei ipotalamici e ipofisari, parte del mesencefalo con il nucleo caudato, il putamen, il globus pallidus.

cervello limbico o cervello paleo-mammaliano: è più recente rispetto al cervello rettiliano, in quanto si forma tra i 300 e 200 milioni di anni fa[3]. Questa zona è considerata più flessibile del cervello rettiliano ed è riservata principalmente alle emozioni, come rabbia e paura e al comportamento di autoconservazione, cioè l’istinto di nutrirsi e di proteggersi dai pericoli dell’ambiente esterno: questo è stato dimostrato attraverso osservazioni di pazienti affetti da epilessia, in quanto durante una scarica epilettica essi provavano sensazioni come fame, sete, nausea, senso di soffocamento e accelerazione cardiaca. Il sistema limbico è formato dai bulbi olfattivi, il fornice, l’ippocampo, l’amigdala, il giro cingolato.

cervello neocorticale o cervello neo-mammaliano: la neocorteccia è la parte più recente, infatti appare 200 milioni di anni fa nei primati umani[3]. Il cervello neocorticale è la sede dove sviluppa il pensiero critico ed il linguaggio, la capacità di adattamento, di apprendimento e di pianificazione a lungo termine,qui risiedono la riflessione, il ragionamento logico, il pensiero astratto del sapere, delle invenzioni, delle idee e della fantasia.

Tutte queste porzioni del cervello influiscono sul comportamento dell’uomo, anche se la parte che domina la maggior parte dei comportamenti è il cervello rettiliano. Queste tre sezioni del cervello presentano molte differenze strutturali e chimiche, ma nonostante ciò esse devono collaborare tra di loro e funzionare tutte e tre insieme, comportandosi proprio come un cervello unico: cervello “uno e trino”[3][2].

Attualmente la teoria del cervello trino è considerata superata [4][5].

Ma è indubitabile che invece l’evoluzione gioca ancora un ruolo importante nei comportamenti umani e moltissimi dei comportamenti distruttivi degli esseri umani possono completamente spiegarsi con questo modello teorico.

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