Denuncia le bugie… anche quando si chiamano fake news

Denuncia le bugie… anche quando si chiamano fake news

Quella che vedete qui sotto è una pubblicità che presumo sia legale in Italia. Una pubblicità che compare quando si naviga con il cellulare.

Già nel 700 la pubblicità usava le bugie per far propendere verso l’acquisto di un prodotto al posto di un altro.

Questa pubblicità viene esposta all’attenzione di persone più consapevoli, che la ignorano, e di persone che non hanno la capacità di cogliere la menzogna che vi è contenuta.

Viviamo in un mondo dicotomico e dobbiamo saper distinguere il bene dal male denunciando quest’ultimo ogni volta che possiamo.

Il male esiste. Il male può essere combattuto facendo il bene. Nel caso qui sotto, probabilmente, tutti ignoreremmo la pubblicità ed andremmo avanti nella nostra navigazione… ma questo è un atteggiamento positivo? Forse non possiamo fare molto ma sicuramente possiamo denunciare (e condividere) le informazioni giuste che vanno a combattere le informazioni false.

Essendo animali sociali (anche se dovremmo imparare ad esserlo ad intermittenza), è nostro dovere andare alla ricerca della verità oggettiva quando le menzogne pongono in pericolo i nostri simili.

Ricordiamo un caso eclatante successo in Italia: un malato di mente, appartenente ad una famiglia potente italiana, uccise una ragazza e scappò in Inghilterra con la compiacenza della famiglia.

In Inghilterra questa persona uccise una sua vicina di casa. Vicina che sarebbe ancora viva se le persone vicine all’assassino non avessero girato lo sguardo dall’altra parte.

Ogni volta che ti trovi in una situazione di palese ingiustizia, invece di prendere le parti del carnefice, non facendo nulla, cerca di prendere le parti della vittima, se non vuoi vivere con il senso di colpa.

La società migliora se migliorano i loro membri ed allora forse è il caso che anche tu senta la necessità di agire ogni volta che entri a contatto con il male, anche se questo non è rivolto a te.

Quanti poliziotti hanno taciuto nel caso di Stefano Cucchi? Quanti hanno accettato per paura di farsi gli affari propri? Quanti poliziotti intimamente non approvavano ciò che è stato fatto a George Floyd ma comunque non hanno denunciato la barbarie?

Certo, bene e male spesso non sono identificabili soprattutto quando chi agisce per il bene è colui che causa il male ma dobbiamo sempre sentire nel profondo della nostra coscienza cosa sia buono e cosa sia cattivo. E se giustifichiamo il cattivo per paura, non siamo individui completi.

Ti auguro un percorso di crescita personale che ti porti a riconoscere velocemente il bene dal male e la capacità di etichettare il male per quello che è. Di conseguenza ti auguro di agire per il bene anche se da questa tua azione potrai ricevere sofferenza.

Alla lunga, nessun dolore può essere più forte di quello di convivere con una decisione giusta non presa.

E per la cronaca, ho denunciato la pubblicità ingannevole che avete visto sopra.

Marco Digireale Costanzo

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