La vita, la morte e il post mortem: incontro con Padre Guidalberto Bormolini

“Giorni luminosi.

Non piangere perché sono passati.

Sorridi, perché ci sono stati.”

Confucio

Spesso la vita si interrompe bruscamente. Questo lascia nelle persone che subiscono la perdita di una persona cara un senso di vuoto difficilissimo da colmare.

Sono eventi come questi che ci spingono a fare un reframing della vita. A tornare a porre nel giusto ordine le nostre priorità. A spezzare per un periodo l’illusione di immortalità che noi umani abbiamo.

Ci dimentichiamo spesso di non essere creatori ma semplici creature che hanno ricevuto un dono straordinario.

La vita stessa è in assoluto il miracolo più dimenticato da chi ha la fortuna di fare ancora una esperienza terrestre.

La morte è il momento di cuspide che può dare un senso diverso ad ogni vita.

Nel medioevo c’era il famoso “memento mori” a ricordare la caducità dei momenti presenti ma la nostra società sembra aver cancellato tutto ciò che è sgradevole come la malattia e l’attraversamento della morte.

Chi ha voglia di interrogarsi su questi argomenti può farlo anche attraverso le osservazioni di un tanatologo come Guidalberto Bormolini che ci regala gratuitamente i suoi anni di studio sull’argomento.

Se hai voglia di affrontare questo ed altri argomenti legati alla spiritualità puoi lasciare un commento.

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