Come aiutare bene gli altri

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Prima di tutto salva te stesso. Non tutti i tuoi compagni di viaggio vogliono o devono essere salvati.
Kaizen Kiko

Il mio percorso kaizen:

1 Tutto è perfetto. Non c’è spazio per la lamentela.

2 Viaggia nel tuo io profondo. Non puoi vivere bene il “fuori” se non hai chiaro il dentro.

3 Alimentati bene e penserai bene. Studia il tuo rapporto con il cibo e le altre carenze organiche che possono capitare.

4 Lega a te solo persone di valore. Potrai scalare meglio la montagna della vita.

5 Impara bene ad imparare. È questa l’arte suprema da coltivare tutta la vita.

6 Amati ma non considerarti il fine del tuo amore.

7 Trova un maestro che sia disposto ad insegnarti l’arte di vivere.

8 Impara ad ascoltare la tua voce interiore. Chiediti se è solo un capriccio o se veramente sei ad un bivio della tua vita. Poi, segui il cuore.

9 Crea una routine per ogni cosa importante. La vita fará di tutto per rovinare i tuoi piani

10 Esercita un sano egoismo. Puoi salvare gli altri solo se hai già salvato te stesso.

Se abbiamo la sfortuna di nascere con l’archetipo dell’angelo custode spesso anteponiamo il benessere altrui al nostro.

Ci saranno sempre delle situazioni in cui ci verrà chiesto di dare una mano o, ancora peggio, anche se nessuno ce lo chiede, siamo propensi a fare cose che cercano di porre riparo a situazioni che ci sembrano “da sistemare”.

Se riusciamo a ricordarci che tutto é perfetto allora nulla è da sistemare. Allora ciò che ci appare una stortura é in effetti qualcosa che sta compiendo il suo percorso di consapevolezza.

Certo, se osserviamo qualcuno che sta andando a finire sotto una macchina dobbiamo intervenire nel minor tempo possibile ma sono davvero rare le occasioni in cui possiamo aiutare qualcuno facendogli del bene.

Prima di tutto dobbiamo aiutare noi stessi a diventare ciò che siamo destinati ad essere. Se dentro di noi giacciono ancora dei sogni irrealizzati dobbiamo dare loro ascolto e provare a realizzarli senza accampare scuse.

Un sogno é qualcosa di magico se dalla sua realizzazione traiamo benefici noi ed aumentiamo il benessere collettivo.

Impariamo a diventare persone che prendendosi cura di sé possono prendersi cura meglio degli altri.

Viviamo in tempi carichi d’incertezza ma, a pensarci bene, ogni tempo ha avuto le sue incognite.
Dobbiamo capire come sfruttare ogni ambiente in cui ci troviamo con l’intuizione di chi sa che deve mettersi prima al riparo e poi cominciare a costruire ogni azione con le informazioni che ha a disposizione.

La vita è più breve di quanto crediamo ma non per questo meno ricca di possibilità. Ogni istante possiamo scegliere se amare noi stessi o amare gli altri. Il miglior modo di essere altruisti, anche se ciò é controintuitivo, é amare prima di tutto se stessi.

Ora può essere utile una rilettura del punto 6, per non creare troppe informazioni ridondanti.

Impariamo che anche le parole sono da scegliere con cura. Quando ci rapportiamo agli altri le nostre “azioni verbali” devono essere misurate. Se ci sentiamo a disagio con qualcuno dobbiamo dare seguito al nostro intuito e tornare a preoccuparci di noi.

Come possiamo servire prima di tutto noi stessi? Quali sono le cose che abbiamo rimandato con la scusa di dover aiutare gli altri? Cosa ci meritiamo che stiamo trascurando di avere?

Qualcuno dice che la vita somigli ad un viaggio in treno e che durante il nostro viaggio si siederanno accanto a noi tanti diversi tipi di viaggiatori. Che vivere dignitosamente significa lasciare un bel ricordo a chi avrà viaggiato accanto a noi.
Ricordiamoci però di non essere solo i passeggeri di questo viaggio. Dobbiamo imparare ad essere anche i controllori ed i macchinisti. É vero che non sappiamo quando finirà il nostro turno di lavoro ma assicuriamoci di aver svolto tutti i ruoli che la vita ci ha prospettato al meglio delle nostre possibilità.

Quando pensiamo agli eroi della nostra vita sappiamo che sono persone che hanno fatto qualcosa di grande per l’umanità ma in quel gesto hanno dato piena completezza alla propria missione di vita.

Allontaniamoci quindi da ogni superfluo aiuto ad altri che non solo ci allontana dalla nostra realizzazione ma che rischia di impedir loro di poter confidare sulle proprie forze o accettare il loro destino.

Ricordiamo sempre il saggio proverbio che é più utile insegnare a pescare che dare del pesce a chi ha fame. Ma ricordiamo anche che possiamo insegnare a pescare meglio se passiamo metà del nostro tempo a studiare nuovi metodi su come insegnare a pescare in minor tempo.

La vita è veramente un dono. Ricordiamo di donare a noi la possibilità di completarci prima di donare tutti noi stessi a chi realmente ha bisogno di un nostro intervento nella sua vita.

A volte, la più grande fortuna che può capitare a chi abbiamo intenzione di aiutare é proprio non ricevere alcun aiuto. Riflettiamo su questo.

Kaizen Kiko









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