Una risposta a “Il senso della vita per un soldato dell’ISIS”

  1. Reciprocità! Questa è la parolina magica che servirebbe a stabilire un dialogo con chi ha un livello d’indottrinamento come questo. Purtroppo non penso che sia un caso isolato. Il suo mondo interiore è più forte del suo mondo esteriore e per modificare il suo mondo interiore occorre capire i legami profondi con la sofferenza che lui ha provato. Capire non significa giustificare, assolutamente. Penso sia molto importante imporre a tutti gli esseri umani, integralisti e non, lo studio della carta universale dei diritti dell’uomo. https://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_universale_dei_diritti_umani

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: