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Blaise 2004: sradicare la miseria e l’ignoranza del mondo
Pubblicato da marcomkc
Ieri, domenica 21 settembre, ho seguito per televisione
il discorso che ha tenuto Benedetto XVI ad Albano
e mi ha colpito quando ha detto che è necessario
“sradicare la miseria e l’ignoranza dal mondo”.
Ovviamente, come si usa fare anche nelle preghiere
durante la santa messa domenicale, si rivolgeva ai potenti della terra
ed ai capi delle nazioni come se questi avessero la possibilità di decidere
di fare e di disfare quello che vogliono a loro piacimento.
Niente di più sbagliato di tutto questo.
Per chi come me è cresciuto con Gramsci, ciò è scontato
ma lo dovrebbe essere anche per tutti quelli che hanno
l’onesta di vedere le cose per come sono sempre andate.
I così detti potenti della terra come i capi delle nazioni,
non sono altro che l’espressione della cultura
e del volontà politica della maggioranza dei propri cittadini.
Gramsci avrebbe detto molto più chiaramente che sono
l’espressione del blocco sociale che essi rappresentano,
intendendo per blocco sociale l’insieme di cultura,
economia, interessi, religione e filosofia che lo determinano.
Infatti da altre mezzo secolo si ripetono frasi del tipo di quelle
pronunciate ad Albano da Benedetto XVI e nessuno fra i potenti della terra
o fra i capi delle nazioni ha osato mai dire all’incontrario,
ciò nonostante non si sono ancora potuti vedere dei risultati
tanto è vero che i poveri sono diventati sempre più poveri
come gli ignoranti sempre più ignoranti.
Fanno eccezione solo l’India, la Cina ed il Brasile
i quali hanno dovuto provare a risolvere questi problemi
per conto proprio senza contare sulla solidarietà internazionale.
Quindi le domande d’obbligo sono queste:
come mai è potuto accadere questo ?
E di conseguenza:
quale blocco sociale rappresentato oggi i potenti della terrà
ed i capi delle nazioni ?
Le risposte sono del tutto evidenti per chi ami la verità
e sono queste:
Il blocco sociale rappresentato oggi dai potenti della terra
e da capi delle nazioni è costituto da interi popoli e da intere nazioni
che trovano il loro collante interno ed esterno
nel consumismo cioè nel produrre sempre di più
per consumare sempre di più e non nel produrre e nel consumare
tenendo di conto delle necessità di tutto il genere umano.
Come tutti ben sappiamo, è questa perversa idea
e questa visione diabolica del mondo e delle cose
che sta alla base della povertà e dell’ignoranza di miliardi di persone.
Cosa possono fare di conseguenza i capi delle nazioni opulente dell’Occidente
se i loro popoli, cioè tutti noi, non desideriamo vivere se non in questo modo
e secondo questa filosofia ?
E la domanda da farsi allora è questa ?
Esiste un altro blocco sociale, almeno un barlume di blocco sociale
di una certa consistenza, che sia portatore di una cultura e di valori diversi ?
Ed in maniera più stringente visto che siamo partiti da una papa cattolico:
i cattolici di oggi testimoniano o meno come si rendono o meno
portatoti consapevoli di una cultura diversa ed alternativa ?
Salvo le debite eccezioni che come tali rimangono,
i cattolici di oggi assolutamente testimoniano e si fanno portatori
di una cultura e di esigenze diverse da quelle dominanti
nell’opulento Occidente.
Anch’ essi rimangono asserviti alla filosofia nihilista
ed alla cultura del consumismo per sua natura
indifferente ai bisogni del prossimo e quindi egoista.
Non sarebbe male se la gerarchia cattolica, dal Papa
fino all’ultimo dei cappellani, dessero dei segnali evidenti a tutti,
adottando uno stile di vita più parco e più sobrio.
Non che con questo si potrebbe risolvere il problema
della miseria e dell’ignoranza del mondo
ma sicuramente rappresenterebbe un passo in avanti
rispetto alla ripetizione delle solite frasi.
BLAISE2004
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